ORATORIO SAN GIOVANNI ELEMOSINIERE - CASARANO

La bellezza salverà il mondo. Lc 9,28-35

 

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

 

PassWord: Dio scrive dritto sulle nostre righe storte!

Il Vangelo ci parla della bellezza sperimentata dai tre discepoli di Gesù che è sullo sfondo di un cammino verso Gerusalemme che si chiama esodo verso Gerusalemme. Gesù è diretto verso la città santa e uno s’immagina che sia un momento di gloria dopo tanto bene ed entusiasmo generato da Gesù. Lui non s’illude e parla chiaro della sua Pasqua (pesach) o passaggio che vivrà passando dal dolore e dal silenzio per la luce della gloria. Conoscendo la natura umana, quanta fatica ad accogliere tale prospettiva! Allora propone loro un percorso che passa prima da una consolazione. Li conduce sul monte Tabor. Questa è l’esperienza di cui abbiamo bisogno nel nostro cammino della consolazione nel Signore per scoprire, al di là della croce, la luce del Risorto. Se ci fermassimo alla passione, lo sgomento ci coglierebbe ma sappiamo di poter contare su una speranza affidabile, su una persona che è Gesù. Uno scrittore, Dostoevskij, ci ha lasciato la famosa frase: “La bellezza salverà il mondo” che appare nel romanzo “L’idiota”. Essa ci dà la cifra importante per capire questo dono del Signore a noi, sostenuti nel nostro cammino/esodo verso di Lui e questo ciò che rimane nella nostra vita: solo Gesù e il suo amore. Siamo chiamati come i discepoli, più che a parlare, a conservare nel cuore questi momenti belli e far vedere nella nostra vita la bellezza di essere cristiani, la nostra gioia. Egli nella Quaresima ci chiama a vivere il percorso con la gioia del Signore che è la nostra forza. Quando tale amore arriva agli altri e li contagia può stupire il mondo perché irradia la sua luce nel silenzio e attrae.

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